Hungary Experience

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Piazza degli Eroi – la statua di re Colomanno

Passeggiando nella piazza più importante di Budapest, tra le statue noterai quella di re Colomanno d’Ungheria che regnò tra il 1095 e il 1116. Sotto la scultura, che lo raffigura appoggiato a una pila di libri, suo attributo „iconografico”, dato che era noto anche come Colomanno il Dotto, o Colomanno il Bibliofilo (in ungherese Könyves Kálmán, ovvero letteralmente ’quello dei libri’), vedrai un’altra opera scultorea, intitolata „Colomanno proibisce i roghi delle streghe”.   

Nel codice da lui promulgato intorno al 1100, al paragrafo 57, ci fu infatti, una frase diventata famosissima:

„De strygis vero quae non sunt, nulla amplius quaestio fiat.”

Ovvero, „Quanto alle streghe, che non esistono, non se ne faccia più alcuna discussione.”

Grazie a questa sua legge, re Colomanno si era fatto una reputazione da sovrano particolarmente illuminato, per non dire progressista.

Ma come fu possibile una cosa del genere nel 1100?

Ci sono streghe e streghe…

Per poter interpretare correttamente questa frase di re Colomanno, abbiamo bisogno di una breve spiegazione di „stregologia”. Le streghe, infatti, non sono tutte uguali…

Il re, nella sua legge, dichiara che le streghe non esistono, quindi è inutile accanirsi contro un fenomeno mai visto. Ma è proprio qui l’inghippo: il re parla di strygis, ovvero di quelle entità pagane, capaci di traformarsi in animali o in vampiri, svolazzare di notte e fare cose tremende nel corso dei sabba.

Diversa è però la questione che riguarda le „malefiche”, ovvero le maghe, quelle donne assolutamente reali, le quali, ispirandosi sempre al paganesimo, creano intrugli, portano male e ingannano le persone perbene.

Di loro, re Colomanno si occupò nel paragrafo 60 dello stesso codice, dicendo espressamente che andavano punite.

I processi per stregoneria in Ungheria

Nonostante ciò, per quanto anche in Ungheria ci fossero stati i processi contro le streghe nei secoli successivi, ce ne sono stati molti di meno rispetto ad altri Paesi europei. Inoltre, a partire dal secolo XVI, data la composizione religiosa non omogenea dell’Ungheria, tali processi venivano celebrati dalle autorità laiche, pur con il contributo di quelle religiose soprattutto in fase investigativa.